Costituzione del Consiglio Parrocchiale Pastorale e del Consiglio Parrocchiale Affari Economici

Premessa

«La Chiesa ha il dovere di annunciare sempre e dovunque il Vangelo di Gesù Cristo. Egli, il primo e supremo evangelizzatore, nel giorno della sua ascensione al Padre comandò agli Apostoli: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato” (Mt 28,19-20). Fedele a questo comando la Chiesa, popolo che Dio si è acquistato affinché proclami le sue ammirevoli opere (cfr 1Pt 2,9), dal giorno di Pentecoste in cui ha ricevuto in dono lo Spirito Santo (cfr At 2,14), non si è mai stancata di far conoscere al mondo intero la bellezza del Vangelo, annunciando Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, lo stesso “ieri, oggi e sempre” (Eb 13,8), che con la sua morte e risurrezione ha attuato la salvezza, portando a compimento la promessa antica. Pertanto, la missione evangelizzatrice, continuazione dell’opera voluta dal Signore Gesù, è per la Chiesa necessaria ed insostituibile, espressione della sua stessa natura (Benedetto XVI, Motu Proprio per l’istituzione nel 2010 del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione)».

Partiamo da questo invito di Benedetto XVI per costituire i Consiglio Parrocchiali Pastorale e per gli Affari Economici nella Comunità Parrocchiale di San Pietro Apostolo, come i sacri canoni prevedono. Questo tempo, infatti, esige un cambiamento di mentalità riguardante particolarmente i laici, passando dal considerarli “collaboratori” del clero a riconoscerli realmente “corresponsabili” dell’essere e dell’agire della Chiesa, favorendo il consolidarsi di un laicato maturo e impegnato (cf. Benedetto XVI, aprendo i lavori del Consiglio Pastorale della diocesi di Roma – 29.05.09).

Lo spirito di questi due gruppi sia animato dal valore biblico della comunione, che nelle parole di San Paolo trova sua massima espressione: «Fratelli, come il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo… E infatti il corpo non è formato da un membro solo, ma da molte membra. Ora voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra» (Cf 1 Cor 12,12 e ss.). 

L’espressione del corpo mistico si configura nella Chiesa attraverso il cammino della sinodalità, che come Papa Francesco ha affermato parlando ai Vescovi nel 2015 disse che è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio. La sinodalità infatti – ha sottolineato – «è dimensione costitutiva della Chiesa», così che «quello che il Signore ci chiede, in un certo senso, è già tutto contenuto nella parola “sinodo”».

Dunque “ut unum sint”, “che tutti siano uno” (Gv 17,21), possa definirsi la missione di nostro Signore Gesù Cristo in questa porzione di popolo, missione ecclesiale che in primis come consigli parrocchiali e personalmente desideriamo vivere e promuovere come missione, perché la gioia del Vangelo ci dice il Santo Padre Francesco è prendere l’iniziativa, coinvolgersi, accompagnare, fruttificare e festeggiare (EG 24).

Statuto del Consiglio Parrocchiale Pastorale

Art. 1-   Natura e Finalità: Il Consiglio Parrocchiale Pastorale (C.P.P.), visto il canone 536 del Codice di Diritto Canonico che disciplina la costituzione del suddetto, si propone sia come organo di partecipazione dei fedeli alla vita pastorale, che come supporto nelle attività pastorali per la ricerca e il coordinamento delle stesse. 

Art.  2 – Composizione: il C.P.P. è composto dal parroco e da fedeli laici, nominati dal parroco, frutto di preghiera e di varie consultazioni con il popolo di Dio. I consiglieri si distinguono per vita di fede e maturità umana, sono rappresentanti di vari ambiti, gruppi parrocchiali, fasce di età e vari settori della vita sociale. Il loro mandato ha durata triennale dalla data di costituzione con possibilità di rielezione. Assolve le funzioni ordinarie fino all’insediamento del nuovo Consiglio Pastorale. In caso in cui il parroco viene trasferito eo la sede diviene vacante, il consiglio pastorale cessa. Nei casi di morte, di dimissioni, di revoca o di permanente invalidità di uno o più membri del C.P.A.E., il Parroco provvede, entro quindici giorni, a nominare i sostituti. I Consiglieri così nominati rimangono in carica fino alla scadenza del mandato del Consiglio stesso e possono essere confermati alla successiva scadenza.

Art. 3 –   Compiti del presidente: spetta al Presidente cioè al parroco:

tenere l’elenco aggiornato dei consiglieri, trasmettere loro l’avviso di convocazione e il relativo ordine del giorno entro i termini dovuti, notare le assenze e riceverne l’eventuale giustificazione, 

raccogliere la documentazione dei lavori;

redigere il verbale delle riunioni e tenere l’archivio del Consiglio insieme ad un segretario eletto;

i vari membri del CPP collaborano in comunione con il parroco e al resto del gruppo, con spirito di iniziativa, coinvolgimento, accompagnamento, con fecondità e festa (cf. EG 24) i vari ambiti di lavoro; 

Art. 4 –    Compiti del Consiglio: il C.P.P. ha funzione consultiva, non deliberativa. I membri sono chiamati a svolgere le seguenti attività:

analizzare approfonditamente la situazione pastorale della parrocchia;

elaborare alcune linee per il cammino pastorale della parrocchia, in sintonia con il cammino pastorale della Diocesi;

avere attenzione a tutte le questioni pastorali, non esclusi i problemi pubblici e sociali della comunità, la cui trattazione e soluzione appaiono necessarie per la vita della parrocchia;

coordinare insieme con il parroco le attività dei singoli ambiti affidati ai vari membri del consiglio.

funzione di analisi, animazione e formazione per il miglioramento della vita pastorale comunitaria e personale di ciascuno dei fedeli della parrocchia. 

Art.5 –      Riunioni del Consiglio

Le sedute del Consiglio Pastorale Parrocchiale sono previste almeno quattro volte all’anno; il Consiglio può essere convocato in seduta straordinaria dal parroco o su richiesta della maggioranza assoluta dei consiglieri; i consiglieri che richiedono la convocazione straordinaria dovranno presentare richiesta scritta al segretario, precisando i temi da mettere all’ordine del giorno;

l’ordine del giorno delle riunioni è stabilito e approvato dal parroco in collaborazione con il segretario e con qualche membro del Consiglio, tutti i membri del CPP hanno il diritto-dovere di intervenire a tutte le riunioni;

per la validità della seduta consultiva è richiesta la presenza della metà più uno dei membri;

normalmente le riunioni non sono aperte al pubblico, a meno che non decida diversamente il Consiglio stesso;

i lavori, sempre preceduti dalla preghiera, potranno essere introdotti da una breve relazione che illustri il tema in oggetto. La discussione è guidata dal parroco-presidente, che stimola la partecipazione di tutti i presenti;

la discussione potrà concludersi con il consenso unanime su una data soluzione oppure con una formale votazione. In tal caso il voto sarà espresso pubblicamente, eccetto quando si tratti di questioni personali o di elezione. Per la validità delle delibere è richiesta la maggioranza della metà più uno dei presenti;

i verbali del Consiglio, redatti su apposito registro, devono portare la firma del parroco e del segretario del Consiglio stesso e debbono essere approvati nella seduta successiva;

nel caso in cui uno dei membri sia impossibilitato o da esigenze personali o da necessità opportunamente valutate dal Presidente del Consiglio, o ci sia l’esigenza di inserirne di nuovi, con la presa visione dei componenti stessi, se ne dia la possibilità. Ne segua un atto scritto e firmato da tutti i membri del Consiglio, compreso quello uscente, nel quale si certifichi l’uscita dal Consiglio, la sostituzione o l’aggiunta.

 

Art.  6 –  Rinvio a norme generali: Per tutto quanto non contemplato nel presente regolamento, si applicheranno le norme del Diritto Canonico ed eventuali norme stabilite dall’Ordinario diocesano. 

Art. 7   –   Ambiti di appartenenza e specifiche

Famiglia 

Il settore famiglia è responsabile della promozione della famiglia in tutti i suoi ambiti, in modo che le famiglie cristiane siano aiutate a compiere la missione educativa ed apostolica a cui sono chiamate ma anche a scoprire il bene proprio della coppia, della famiglia, del sacramento. Inoltre si preoccupa di promuovere e coordinare gli sforzi pastorali in ordine alla procreazione responsabile e di incoraggiare, sostenere e coordinare le iniziative in difesa della vita umana in tutto l’arco della sua esistenza, dal concepimento alla morte naturale.

Pre-battesimale 

Pre-matrimoniale 

Gruppo famiglie post battesimalematrimoniale 

Gruppo famiglie adulti 

Altro

Giovani

Il settore giovani è responsabile per la cura educativa umana e cristiana di tutte le fasce di età da 6 a 35 anni. Dà un contributo per lo studio, la proposta, l’animazione ed il coordinamento di tutte le attività che sono orientate in parrocchia alla cura pastorale dei bambini e dei giovani e si attiva per la promozione educativa con le famiglie in collaborazione con l’ambito specifico. 

È compito di suddetto settore valorizzare la presenza responsabile e attiva dei giovani all’interno della comunità e rendere la stessa partecipe e unanime nel campito educativo, attraverso la sensibilizzazione e l’orientamento, il dialogo e la collaborazione con le scuole presenti sul territorio, la cura dell’oratorio, della catechesi e della liturgia come ambiti privilegiati della presenza giovanile nella parrocchia. Si prende particolare cura dell’educazione spirituale e umana dei ragazzi attraverso le attività di catechesi, di animazione, di sport e tempo libero. 

Oratorio 

Catechesi bambini 

Pre-adolescenti 

Gruppo giovanissimi 

Gruppo cresima 

Altro

Vita intra-ecclesiale e tempo libero 

La comunione è condizione imprescindibile di una comunità, ma essa va curata e elaborata attraverso un’azione pastorale mirata. Questo settore quindi nasce per la cura delle relazioni all’interno della comunità parrocchiale, tra gli operatori pastorali e tra gli operatori e il parroco. Importante sarà quindi creare occasioni di incontro (cenacoli di preghiera, eventi, feste, ritiri e altre iniziative) e garantirne la partecipazione di tutti i convocati. L’attivazione di servizi di segreteria inoltre aiuterà il movimento di scambio e di sinergia delle informazioni sia formali che informali. 

Cenacoli di comunità

Organizzazione di eventi, feste, ritiri

Segreteria parrocchiale 

Altro

Comunicazioni sociali 

Dedicare un settore alle comunicazioni sociali diventa necessario oggi dove nell’era dei social media è impensabile fare pastorale solo nei contesti tradizionali. La vita di comunità dovrà trovare spazi sempre più vivaci anche all’interno della rete e dei social, sia a titolo informativo con la divulgazione di notiziari di tutti gli avvenimenti presenti, sia di condivisione che di formazione spirituale e umana; sia di agevolazioni di segreteria e altro che concerna la vita di comunità. La fede è innanzitutto proposta e pertanto va pubblicizzata, fatta conoscere, mostrata. Compito del settore è evidentemente sostenere la comunione della parrocchia attraverso la comunicazione gli uni agli altri dei vari lavori svolti in ogni parte. 

Animatore della comunicazione

Addetti gestori social media

Pubblicità della proposta formativa

Altro

Formazione permanente 

La formazione permanente diventa necessaria nei vari ambiti di comunità visto che l’apprendimento si protrae lungo tutto l’arco della vita. Compito di questo settore è quindi assicurare a tutti, e in vario modo, percorsi di crescita spirituale e umana che consentano di essere iniziati e sostenuti alla vita cristiana. La formazione ha come soggetti sia gli operatori pastorali, per i quali deve essere garantita una proposta di aggiornamento costante e partecipata sulle tematiche e i compiti svolti, sulla vita spirituale personale e di gruppo, sia i fedeli della comunità che nelle varie sfaccettature di ruoli, età e sessi possano trovare in parrocchia un cammino di vita alla loro portata per il bene personale e familiare. 

Formazione dei catechisti 

Formazione dei capigruppo

Formazione per gli adulti

Neocatecumenali 

Gruppo Emmaus 

10 Comandamenti 

Altro

Nuova evangelizzazione – cultura e il territorio  

Il settore mira alla ricerca e attuazione di nuove pratiche di pastorale per l’evangelizzazione dell’intera comunità territoriale, perché la comunità cristiana riesca a permeare in tutti gli ambienti della vita e dei contesti comunitari. Compito sarà: rinnovare nei fedeli la fede e il senso di comunità, la partecipazione attiva e la vita spirituale personale; annunciare a tutti la buona novella, anche alle persone che non professano la fede cristiana; abitare la città e abitare la vita, ossia gli ambienti della vita sociale dove la comunità si ritrova (case, scuole, bar, piazze, ecc.).  

Centri ascolto “la Parola in famiglia” 

Organizzatori eventi culturali, approfondimenti, circoli culturali mensili 

Attori della vita sociale, relazioni comunali 

Altro

Casa comune 

La cura della casa comune, ovvero degli ambienti della comunità, è un aspetto di peculiare importanza per lo svolgimento della vita parrocchiale. La salubrità dei locali e della Chiesa, la pulizia, l’accoglienza, la luminosità, svolgono una funzione importante nel servizio alla comunità,  , nel creare un clima familiare, nel fortificare il senso di appartenenza. È importante inoltre prevedere ciclicamente la manutenzione sia ordinaria che straordinaria, ed educare la comunità a partecipare e contribuirne in ogni sua forma. 

Gruppo “Zia Lucia” – Pulizie Chiesa

Membro consiglio affari economici 

Cura degli ambienti, bellezza e manutenzione 

Liturgia 

Questo ambito si occupa di tutto ciò che riguarda la promozione e la regolamentazione della Liturgia e, in primo luogo, dei Sacramenti e dei sacramentali, nonché la celebrazione della domenica e delle altre feste dell’anno liturgico e la Liturgia delle Ore. Incoraggia l’approfondimento della liturgia, favorisce le iniziative per la formazione dei laici in materia liturgica, tutela la disciplina liturgica e canonica dei sacramenti e sacramentali, specialmente per quanto concerne la loro valida e lecita celebrazione, provvede a rendere belle e curate le liturgie, soprattutto quelle Eucaristiche in parrocchia, la cura e la formazione e il coordinamento in particolare dei gruppi lettori, coro, animatori liturgici, ministranti. 

Coro

Ministranti 

Lettori 

Animatori liturgici

Altro

Carità 

Questo ambito promuove, anche in collaborazione con altri organismi, la testimonianza della carità della comunità ecclesiale, in forme consone ai tempi e ai bisogni, in vista dello sviluppo integrale dell’uomo, della giustizia sociale e della pace, con particolare attenzione agli ultimi e con prevalente funzione pedagogica. Inoltre si preoccupa di curare il coordinamento delle iniziative e delle opere caritative, di partecipare agli interventi di emergenza che vengano suggeriti dalla comunità ecclesiale. Infine contribuisce allo sviluppo umano e sociale dei paesi in via di sviluppo, con la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, con prestazione di servizi, con aiuti economici.

Caritas Parrocchiale

Ministri straordinari 

Ministero della carità spirituale 

Adozioni a distanza

Missione nelle Filippine

Collette obbligatorie

Altro


Statuto del Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici

Art. 1  – Natura:  Il Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici (C.P.A.E.) della Parrocchia San Pietro Apostolo in Ariano Irpino, costituito dal Parroco in attuazione al can. 537 del Codice di Diritto Canonico, è l’organo di partecipazione dei fedeli alla gestione economica della Parrocchia. 

Art.  2 – Fini:  Il C.P.A.E. ha i seguenti scopi:

Coadiuvare il Parroco nel predisporre il bilancio della Parrocchia, elencando le voci di spesa prevedibili per i vari settori di attività e individuando i relativi mezzi di copertura;

Approvare alla fine di ciascun esercizio, previo esame dei libri contabile della relativa documentazione, il rendiconto consuntivo; 

Esprimere il parere sugli atti di straordinaria amministrazione;

Curare l’aggiornamento annuale dello stato patrimoniale della Parrocchia, il deposito dei relativi atti e documenti presso la Curia diocesana (can. 1284, § 2, n. 9) e l’ordinata archiviazione delle copie negli uffici parrocchiali.

Art.  3 – Composizione:  Il C.P.A.E. è composto dal Parroco, che di diritto ne è il presidente e da n° 5 fedeli laici, nominati dal Parroco, sentito il parere del Consiglio Pastorale o, in sua mancanza, di persone mature e prudenti; i Consiglieri devono essere eminenti per integrità morale, attivamente inseriti nella vita parrocchiale, capaci di valutare le scelte economiche con lo spirito ecclesiale e possibilmente esperti in diritto, in economia e in scienze delle costruzioni. I loro nominativi devono essere comunicati alla Curia diocesana almeno quindici giorni prima del loro insediamento. 

I membri del C.P.A.E. durano in carica tre anni e il loro mandato può essere rinnovato. 

Per la durata del loro mandato i Consiglieri non possono essere revocati se non per gravi e documentati motivi, riconosciuti a giudizio insindacabile dell’Ordinario diocesano. 

Art. 4  – Incompatibilità:  Non possono essere nominati membri del C.P.A.E. i congiunti del Parroco fino al quarto grado di consanguineità o affinità e quanti hanno in essere rapporti economici con la Parrocchia. 

Art. 5  – Compiti del Presidente: Spetta al Presidente

La convocazione e la presidenza del C.P.A.E.;

La fissazione dell’ordine del giorno di ciascuna riunione:

La presidenza delle riunioni:

La designazione di un Segretario, di un economo ed eventualmente di un cassiere, sentiti gli altri membri del consiglio.

Art. 6  – Compiti del Consiglio: Il C.P.A.E. ha funzione consultiva, non deliberativa. In esso tuttavia si esprime la collaborazione responsabile dei fedeli nella gestione amministrativa della Parrocchia in conformità al can. 212, § 3. Il Parroco ne ricercherà e ne ascolterà attentamente il parere, e non se ne discosterà se non per gravi motivi, e userà il C.P.A.E. ordinariamente come valido strumento per l’amministrazione della Parrocchia. 

Resta fermo che la legale rappresentanza della Parrocchia in tutti i negozi giuridici spetta esclusivamente al Parroco, il quale è amministratore di tutti i beni parrocchiali a norma del can. 532.

Art.  7 – Riunioni del Consiglio: Il C.P.A.E. si riunisce almeno una volta al quadrimestre, nonché ogni volta che il Parroco lo ritenga opportuno, o che ne sia fatta a quest’ultimo richiesta da almeno metà dei membri del Consiglio. 

Alle riunioni del C.P.A.E. potranno partecipare, ove necessario, su invito del Presidente, anche persone esterne in qualità di esperti. 

Ogni consigliere ha facoltà di far mettere a verbale tutte le osservazioni che ritiene opportuno fare. 

Art.  8 – Vacanza di seggi nel Consiglio: Nei casi di morte, di dimissioni, di revoca o di permanente invalidità di uno o più membri del C.P.A.E., il Parroco provvede, entro quindici giorni, a nominare i sostituti. I Consiglieri così nominati rimangono in carica fino alla scadenza del mandato del Consiglio stesso e possono essere confermati alla successiva scadenza. 

Art.  9 – Esercizio: L’esercizio finanziario della Parrocchia va dal 1° Gennaio al 31 Dicembre di ogni anno. Alla fine di ciscuno esercizio, e comunque entro il 28 Febbraio successivo, il bilancio consuntivo, debitamente firmato dai membri del Consiglio, sarà sottoposto e consegnato dal Parroco alla Curia Diocesana. 

Art.  10 – Informazioni alla Comunità Parrocchiale: Il C.P.A.E. presenta annualmente al Consiglio Pastorale Parrocchiale il rendiconto sull’utilizzazione delle offerte ricevute dai fedeli (can. 1287), indicando anche le opportune iniziative per l’incremento delle risorse necessarie per la realizzazione delle attività pastorali e per il sostentamento del Clero parrocchiale. 

Art. 11  – Validità delle sedute e verbalizzazione: Per la validità delle riunioni del Consiglio è necessaria la presenza della maggioranza dei Consiglieri. I verbali del Consiglio, redatti su apposito registro, devono portare la sottoscrizione del Parroco e del Segretario del Consiglio stesso e debbono essere approvati nella seduta successiva.

Art.  12 –  Rinvio a norme generali: Per tutto quanto non contemplato nel presente regolamento, si applicheranno le norme del Diritto Canonico ed eventuali norme stabilite dall’Ordinario diocesano. 


DECRETO DI COSTITUZIONE DEL CONSIGLIO PARROCCHIALE PASTORALE E DEL CONSIGLIO PARROCCHIALE AFFARI ECONOMICI

Io sottoscritto don Daniele Palumbo, nato a Avellino il 20/05/84, parroco e legale rappresentante della Parrocchia di San Pietro Apostolo in Ariano Irpino (Av), avendo avuto il parere favorevole dell’Ordinario Diocesano, e

CONSIDERATE

le consultazioni avutesi nell’anno pastorale 2017/2018, presso la comunità parrocchiale di San Pietro Apostolo e agli operatori pastorali, sia in merito alle modalità preferite per la costituzione dei due consigli di partecipazione laicale sia rispetto alle persone più indicate a tale servizio,

VISTO

che i suddetti consigli vengono disciplinati da uno statuto specifico visti e approvati dal Vescovo, dal Parroco, dalla comunità parrocchiale e nella sua prima convocazione dal Consiglio Parrocchiale Pastorale e Consiglio Parrocchiale Affari Economici;

che i membri sono scelti tra persone che si distinguono per vita di fede, spiritualità e umanità e competenze, sono rappresentanti dei vari ambiti e gruppi parrocchiali, fasce di età e dei vari settori della vita sociale, in piena comunione con la Chiesa cattolica, e in modo che attraverso di loro fosse rappresentata tutta la porzione di popolo di Dio di questa parrocchia tenendo presenti anche le diverse zone della parrocchia stessa, le condizioni sociali, le professioni, il sesso e inoltre il ruolo che essi hanno nell’apostolato, sia come singoli, sia in quanto associati; 

che sono stati individuati 9 ambiti rappresentativi della vita parrocchiale e sociale per il C.P.P., nonché ambiti di lavoro specifici all’interno della comunità ecclesiale: quali i giovani, la famiglia, la vita intra-ecclesiale, le comunicazioni sociali, la liturgia, la carità, la catechesi, la formazione permanente, la nuova evangelizzazione cultura e territorio; 

che sono stati individuati membri tra le competenze richieste per il C.P.A.E., in qualità di Commercialisti, Avvocato, Architetto, Consulente del lavoro, 

PROCEDO

alla costituzione del primo Consiglio Parrocchiale Pastorale e del Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici per la Comunità Parrocchiale di San Pietro Apostolo in Ariano Irpino (Av), per il bene della comunità e la migliore cura d’anime affidatemi da Dio l’8 Dicembre 2016 da S.E. Mons. Sergio Melillo;

PERTANTO NOMINO

come membri del Consilio Parrocchiale Pastorale i sig.ri:

Don Daniele Palumbo, – Parroco

Ing. Angelo Morella e Sig.ra Paola Iacobacci – Vita intra-ecclesiale

Dott. Nicola Grasso e Sig.ra Antonella Minichiello – Famiglia

Dott.ssa Lucia Cuoco – Giovani

Sig. Silvio Cicchella -Nuova evangelizzazione, cultura e territorio                   

Sig.ra Angela Caruso, – Liturgia

Sig.ra Maria Antonietta Gambacorta, – Carità

Sig.ra Rosetta Izzo, – Casa Comune


come membri del Consiglio Parrocchiale Affari Economici i sig.ri:

Don Daniele Palumbo – Parroco

Arch. Angelo Iannarone – Architetto

Avv. Manuela Petrillo – Avvocato

Dott. Augusto Formato – Commercialista

Dott. Massimiliano Cocca – Commercialista

Dott. Paolo Fodarella – Commercialista

Rag. Antonella Cardinale – Consulente del lavoro

Il Consiglio è stato presentato alla Comunità parrocchiale in data 21/9/2018 nell’Assemblea degli Operatori Pastorali, si costituisce in data odierna 23/09/2018, memoria di San Pio da Pietrelcina, all’interno della Celebrazione Eucaristica, dove i vari membri hanno prestato questa promessa:

Noi fedeli della Comunità di San Pietro Apostolo, eletti distintamente a membri del Consiglio Parrocchiale Pastorale e del Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici, promettiamo di servire con onore e amore, impegno e integrità evangelica, la nostra Comunità, in totale obbedienza alla Santa Madre Chiesa e in comunione tra noi e con il parroco. Ci affidiamo all’intercessione materna della Beata Sempre Vergine Maria Immacolata e di San Pio di Pietrelcina, figlio del Poverello di Assisi, perché muovano in noi la luce dello Spirito Santo, che ci guidi nel lavoro pastorale esclusivamente per il bene della comunità e la migliore cura d’anime, per  la santificazione nostra e degli altri.

“Tanto dichiaro, prometto e giuro. Così Dio mi aiuti e questi Santi Vangeli che tocco con le mie mani”.

Ariano Irpino, 23 Settembre 2018, Memoria di San Pio da Pietrelcina